È un periodo in cui i riflettori sono puntati sulla psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce un milione e mezzo di italiani, in prevalenza uomini.
Recenti evidenze suggeriscono come la psoriasi si possa considerare una malattia sistemica, a cui possono associarsi malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie oculari, malattie metaboliche e cardiovascolari, disturbi psicologici.
Effetti positivi possono partire anche dalla dieta. Per esempio una dieta a basso contenuto calorico può migliorare i sintomi della psoriasi nei pazienti in sovrappeso.
È la conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato su Jama Dermatology da un gruppo di ricerca danese, secondo cui la malattia cutanea risulta associata a un aumento dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare: come il diabete, l'ipertensione e l’iperlipidemia. Lo studio clinico randomizzato è stato condotto su 60 pazienti obesi con psoriasi, divisi in due gruppi: uno seguiva una dieta ipocalorica di 800-1000 chilocalorie al giorno e l’altro continuava a mangiare in modo ordinario. Il trattamento dietetico ha mostrato un importante miglioramento clinico, verificato attraverso un indice di misurazione specifico.
S’è visto, inoltre, che i pazienti che seguivano una dieta a basso contenuto calorico hanno perso quasi 34 chili in 16 settimane e riportato miglioramenti nei sintomi della psoriasi e nella loro qualità di vita generale.
Alimenti consigliati e non per chi soffre di psoriasi:
In caso di psoriasi, i cibi da evitare o limitare sensibilmente (perché hanno dimostrato di provocare o aumentare l'infiammazione) sono:
1 - Carni rosse e grasse, soprattutto da allevamenti poco raccomandabili; il grasso della carne può contenere discreti livelli di acido arachidonico – un acido grasso omega 6 che funge da precursore degli eicosanoidi pro-infiammatori.
2 - Alimenti raffinati, trasformati, elaborati ecc.
3 - Cibi spazzatura in genere
4 - Zuccheri semplici aggiunti
Alcuni suggeriscono anche di eliminare: latte, latticini e prodotti ortofrutticoli che appartengono alla Famiglia Solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane ecc); d'altro canto, il loro potenziale infiammatorio non è dimostrato e la loro eliminazione dalla dieta non ha riscontrato alcun tipo di valenza scientifica.
Al contrario, gli alimenti da includere (perché hanno dimostrato di ridurre l'infiammazione) sono:
1 - Pesci ricchi di EPA e DHA (omega 3 semi-essenziali)
2 - Semi o frutti oleosi ricchi di LA (omega 6 essenziale) ALA (omega 3 essenziale) e vitamina E come: semi di lino, olio di oliva e olive, noci e olio di noci ecc.
3 - Verdura e frutta fresca dai colori sgargianti (ricchi di carotenoidi, vitamina E, vitamina C e sostanze fenoliche – tutti antiossidanti).
Consiglio in questo caso di rivolgersi a uno specialista che saprà consigliarvi l'integrazione corretta per riparare la permeabilità della mucosa intestinale e lenire in modo significativo la sintomatologia.
